Spoiler: non sempre ci si riesce. Ma noi sì. Da vent’anni. E con lo stesso spirito… più o meno.
“Gli amici veri resistono a tutto. Anche alla sabbia nel letto, ai piatti da lavare e a chi russa nella stanza accanto.”
Ogni agosto (fino a qualche anno fa) da vent’anni, il nostro pellegrinaggio sacro aveva una sola destinazione: Bordighera. Un rito laico che mescolava amicizia, mare, focaccia e diplomazia internazionale. Perché, sì: viaggiare in gruppo è un’arte. E farlo con gli amici di una vita è un corso avanzato di sopravvivenza sociale.
La premessa: amici da sempre, viaggiatori per vocazione (o masochismo)
Siamo quel gruppo. Quello che parte compatto, torna scomposto ma sempre più legato. Abbiamo condiviso letti, docce fredde, ristoranti improbabili, sbronze epiche (ma davvero epiche) e partite a carte finite con accuse di tradimento. Ma ogni anno, puntuali come le zanzare, tornavamo.
E, no: non siamo mai cresciuti abbastanza da prenderci camere singole. Perché la vera vacanza è condivisione. Anche quando uno si alza alle 7 e l’altro va a dormire alle 6.

Capitolo 1: La convivenza è un test di sopravvivenza
Convivere con gli amici non è come dividere casa con dei coinquilini qualsiasi. È un’esperienza intensamente emotiva… e potenzialmente traumatica. Perché con gli amici ti rilassi, abbassi le difese. Finché non scopri che hanno usato la tua maglietta preferita per asciugare le stoviglie. E allora capisci: la fiducia è un concetto fragile. Come la pazienza alle 8 del mattino.
Problemi ricorrenti:
- Chi russa? Tutti. Tranne te.
- Chi lava i piatti? Nessuno. Poi lo fa sempre il solito.
- Chi prenota il ristorante? Quello che ha TripAdvisor come homepage.
- Chi ha preso l’ultima birra? Nessuno. Sparita. Misteriosamente.
Link affiliato utile: Tappi per orecchie professionali – Amazon
(Consiglio dell’amico esperto: portane due confezioni, li useranno anche gli altri… per zittirti).
Capitolo 2: Il momento della cena, ovvero la trattativa ONU
Trovare un ristorante per tutti è come negoziare la pace nel mondo: serve pazienza, compromessi, e qualcuno disposto a mangiare l’insalata mentre gli altri ordinano fritto misto.
Dopo vent’anni abbiamo capito che la vera chiave è:
prenotare in anticipo
scegliere il posto più vicino a casa (camminare fa sudare e sudare in vacanza è vietato)
affidarsi a chi ha la carta fedeltà di TripAdvisor, Thefork o GetYourGuide
Capitolo 3: La casa vacanza e la lotta per il letto migliore
All’inizio tutti dicono “dormo io sul divano letto, non mi importa”. Dopo una notte, partono le trattative. Dopo due, parte la vendetta. Dopo tre, si lancia il cuscino.
Soluzione imparata dopo 20 anni:
- Sorte. Sempre.
- Il perdente dorme vicino alla finestra. Con le zanzare.
- Il vincente si becca il letto matrimoniale. Con altri due.
Link affiliato utile: Appartamento Vacanze I Provenzali. Ogni vota che torno a Bordighera chiamo la Sig.ra Raffaella perchè mi fa sempre sentire come se fossi a casa. Inoltre ha più soluzioni da offrire in base alle necessità e al numero di persone – Booking
Capitolo 4: Le serate a tema “non abbiamo più vent’anni”
Una volta le notti finivano con Mojito e karaoke, si avete sentito bene, KARAOKE. Gli ultimi anni invece con una tisana e una discussione su quale antinfiammatorio funzioni meglio. Ma non per questo ci si divertiva di meno.
Ogni anno inventavamo giochi nuovi, come:
- Il quiz “Chi ha detto questa frase l’anno scorso?”
- Il torneo di briscola con la coppa di plastica
- La proiezione delle foto degli anni 2000 per rovinare l’autostima di tutti
Link affiliato utile: Stampante portatile per foto – Amazon
(Spoiler: serve solo a ricordare che eravamo giovani).
Capitolo 5: Come restare amici nonostante tutto (e tornare l’anno dopo)
La verità è che viaggiare in gruppo è un campo minato emotivo: è facile litigare, perdersi nei silenzi passivo-aggressivi, offendersi per una battuta detta male o per una mozzarella rubata di nascosto dal frigo (ho detto mozzarella?? Magari).
Eppure, eccoci qui. Venticinque anni dopo. Sempre amici. Sempre con il cuore a Bordighera.
Cos’è che ci tiene insieme, dopo tutto questo tempo?
Non è solo l’abitudine. È che abbiamo visto il meglio e il peggio l’uno dell’altro, e abbiamo deciso che ci sta bene così. Abbiamo imparato a ignorare i difetti, a prenderli in giro, a riderci sopra con la leggerezza di chi ha condiviso estati che ormai sanno di casa.
Sappiamo esattamente chi dimenticherà lo spazzolino, chi si impunterà su un ristorante inaccessibile, chi ci metterà tre ore a prepararsi per scendere in spiaggia. Ma lo accettiamo. Perché anche noi, a nostra volta, siamo sopportati con la stessa grazia.

Restare amici dopo una vacanza vuol dire:
- Saper chiedere scusa anche quando hai ragione (ma sei stato antipatico).
- Fare pace con una vodka lemon, con una risata, con un “dai, andiamo a fare l’aperitivo”.
- Ricordarsi che nessuno è perfetto, ma alcuni amici sono davvero insostituibili.
- Lasciar perdere le piccole cose, per non perdere le grandi.
Perché alla fine, ogni anno, quando ci sedevamo tutti insieme a guardare l’ultimo tramonto prima del rientro, ci guardavamo negli occhi — a volte con le lacrime, a volte solo con una smorfia — e sapevamo che nessun viaggio da soli avrebbe potuto mai regalarci tutto questo.
E poi… non c’è niente di più bello che avere una “seconda famiglia” che conosce a memoria le tue battute, le tue ansie da valigia, il tuo cocktail preferito e quella storia di dieci anni fa che cercavi di dimenticare ma loro te la ricorderanno sempre e per sempre.
Perché viaggiare con gli amici, quelli veri, non è solo passare le vacanze insieme. È coltivare un pezzetto di vita che si rinnova ogni estate.
E ogni agosto, quando ci ritrovavamo, ci bastava uno sguardo per dire:
“Siamo tornati. Insieme. Ancora una volta.”
La Checklist “Vacanza di gruppo: cose da NON dimenticare”
- Crema solare
- Ironia
- Tolleranza
- Un minimo di autocontrollo
- Un Powerbank con 3 uscite
- L’indirizzo del pronto soccorso più vicino (non si sa mai, e noi l abbiamo visitato parecchie volte)
In conclusione
Per vent’anni abbiamo fatto le valigie con la stessa emozione, lo stesso entusiasmo, la stessa certezza che — qualsiasi cosa fosse successa durante l’anno — ad agosto ci saremmo ritrovati. Sempre lì. Sempre noi.
Bordighera non era solo una meta: era il nostro punto fermo, la nostra tradizione, il nostro rifugio. Ogni estate portava nuovi aneddoti, nuove risate, e qualche inevitabile discussione… ma anche la conferma che la nostra amicizia sapeva resistere a tutto: al caldo, alle camere condivise, e pure alle partite a texas holdem finite malissimo.
Ora i tempi sono cambiati, qualcuno è lontano, qualcun altro non può più esserci fisicamente. Ma ogni agosto, anche solo per un attimo, il cuore e lo spirito tornano lì, tra quelle vie, quei ricordi, quella spiaggia che ci ha visti crescere e restare uniti.
Perché certi viaggi non finiscono davvero mai.
Restano sotto pelle. E, soprattutto, nel cuore.
Dedica
A voi, amici di una vita, compagni di estati, risate, litigi e abbracci sotto il sole di Bordighera.
A chi c’è ancora, a chi è lontano, a chi resta nei ricordi.
A chi ha fatto di ogni agosto una promessa mantenuta.
Questo è per noi.
Perché ci siamo scelti, e ogni anno, in un modo o nell’altro, ci siamo sempre ritrovati.
Insieme. Per molte altre volte ancora.


Silvia
**Questo articolo contiene link affiliati**
***Le parole in rosso nel testo contengono link utili. Clicca per maggiori informazioni!***
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp


