Ciao, sono andata allo zoo. Ma non uno qualunque, no no. Sono andata alle Cornelle, il parco faunistico in provincia di Bergamo, più precisamente a Valbrembo, dove gli animali sembrano più fotogenici di me anche senza filtro.
Iniziamo dal principio: come ci sono finita?
Era una di quelle domeniche in cui ti svegli e pensi: “Facciamo qualcosa di diverso oggi, magari all’aperto, magari con animali… magari che preveda uno spuntino ogni ora”. E voilà, mi ritrovo alle Cornelle, armata di macchina fotografica, zaino, e un entusiasmo da bimba di sei anni che ha appena scoperto i fenicotteri rosa.

L’ingresso: c’è la mappa (e ti servirà)
Il parco è grande. Tipo 100.000 metri quadri. Appena entri, ti danno una mappa, che io ovviamente ho studiato con la stessa attenzione con cui ignoro i libretti d’istruzioni di IKEA. Peccato che serviva davvero. Ma poco male, mi sono persa due volte e ho visto lo stesso leoni, tigri, giraffe e una capra che mi ha fissata come se mi conoscesse da una vita.

Gli animali: quelli veri e quelli… troppo veri
Parliamoci chiaro: io sono andata lì per vedere gli animali, ma anche per fare qualche foto “casuale ma super curata” da postare con hashtag tipo #wildlifevibes. Ho visto:
- Leoni che dormivano come se avessero fatto festa tutta la notte. Li capisco.

- Giraffe eleganti e alte come le modelle di Vogue (ma con meno pretese).

- Tigri bianche che sembravano uscite da un film fantasy.

- Elefanti maestosi e tranquilli, sì… ma uno ha deciso di rovinare la poesia facendo i suoi bisogni proprio davanti a me, con la nonchalance di una star abituata ai paparazzi. Zero vergogna, solo grandezza (in tutti i sensi).

- E poi c’erano anche lemuri, pinguini, scimmiette iperattive, zebre in perfetta coordinazione black & white, e… un tapiro. Sì, un tapiro. Non sapevo nemmeno esistessero davvero. Ho googlato mentre lo guardavo per capire se era reale..

Le star inattese: animali che non sapevo di amare
Certo, tutti vanno per vedere le tigri e i leoni, ma vogliamo parlare del fascino inaspettato dell’otocione? Sì, hai letto bene. È una piccola volpe africana con delle orecchie sproporzionatamente adorabili e l’aria di chi ascolta i gossip del safari. Sembra il tipo di animale che potresti trovare seduto accanto a te in metro, intento a spiarti Spotify.

E poi ho scoperto i tamarini dalla chioma di cotone: scimmiette piccole, eleganti e con un’acconciatura degna di un tutorial su TikTok. Sembrano appena uscite da un parrucchiere super chic, ma con l’aria scocciata di chi ha appena letto l’ennesimo messaggio del gruppo WhatsApp “Famiglia”. Giuro che uno mi ha guardato come se stesse per dire: “Mood del lunedì, ma con stile”..

E ovviamente ci sono tanti altri animali stupendi da vedere e ammirare.
Il momento “wow” (con occhi a cuoricino)
Lo ammetto: mi sono sciolta davanti ai cuccioli. C’era un piccolo di giraffa che cercava di camminare con quella goffaggine adorabile da “primi passi”. Mi ha fatto dimenticare il mio bisogno cronico di caffè.
E se sei amante dei momenti teneri, ti avviso: potresti voler adottare una foca. Non è possibile, lo so, ma il cuore non capisce la burocrazia.

Le foto: preparati, perché il tuo telefono ti odierà
Avevo 89% di batteria quando sono entrata. Ne avevo 7% dopo due ore. Tra panorami, selfie con elefanti sullo sfondo, e mille tentativi di immortalare il pinguino che fa splash, il mio telefono ha dato tutto. Consiglio da amica: porta un power bank, oppure preparati a chiedere a perfetti sconosciuti di farti una foto “con quell’ippopotamo là, quello a sinistra, sì, con la bocca spalancata”.

Zoo sì, zoo no?
Lo so, c’è sempre il dibattito etico sugli zoo. E ti dico la verità: mi sono informata prima. Il parco delle Cornelle non è uno zoo tradizionale, è un parco faunistico dove gli animali hanno spazi ampi, vengono curati e in molti casi salvati da situazioni critiche. Ci sono programmi di conservazione, educazione e sensibilizzazione. Insomma, non è solo “guardare gli animali”, ma anche capire quanto sia importante proteggerli.
In conclusione: lo consiglio?
Sì, se vuoi passare una giornata diversa, imparare qualcosa, scattare foto belle e magari sentirti in mezzo alla natura… anche se sei ancora in provincia di Bergamo.
Sì, se hai bambini o amici curiosi e vuoi vederli urlare “GUARDAAAA IL PINGUINOOOO!” almeno dodici volte.
Sì, se come me hai bisogno ogni tanto di una gita che sembri un’avventura… ma con bagni puliti e gelato ogni due ore.
Cornelle promosse, fenicotteri inclusi. E tu ci andrai? Fammelo sapere!!
Silvia
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